Daniele Innamorati (Fondatore e Presidente di ELSA Macerata): <<Ho deciso di fare application per le “ELSA Delegation” perché credo rappresentino un ottimo modo per interfacciarsi con il mondo delle Relazioni Internazionali, in quanto permettono ai soci ELSA di partecipare a sedute di lavoro di organismi internazionali come l’ONU, dove ELSA International partecipa con funzione consultiva e/o osservatrice.

Nello specifico, ho deciso di far domanda per assistere ai lavori della 60esima sessione del Comitato contro la Tortura, organo “controllore” dell’applicazione ed implementazione del Trattato contro la tortura, i trattamenti inumani e degradanti (c.d. Convenzione di New York del 1984). E la ragione di questa scelta risiede principalmente nel fatto che provengo da uno Stato da anni inadempiente rispetto alla Convenzione stessa, mancando nel nostro diritto domestico una fattispecie incriminatrice del reato di tortura.

Sono stato inserito in una delegazione composta da altri 4 ragazzi dei gruppi nazionali ELSA in Germania, Francia, Polonia e Slovacchia. Ai delegati ELSA devono prepararsi sull’argomento della seduta, assistere direttamente alle sedute dei lavori, prendendo nota per poi riportare quanto trattato ad ELSA International; anche far conoscere ELSA parlando coi partecipanti delle sedute è tra i compiti che un buon delegato dovrebbe portare avanti. Difatti, tra i criteri di selezione c’è l’esperienza in ELSA, oltre che, ovviamente, la conoscenza della materia trattata e una buona conoscenza della lingua inglese.

 Il Presidente di ELSA Macerata Daniele Innamorati, insieme agli altri delegati da ELSA Freiburg, ELSA Bratislava,  ELSA Paris 1 Panthèon-Sorbonne, ELSA Rzeszów alle Nazioni Unite come delegati di ELSA International.

Passando all’esperienza concreta, nella settimana di partecipazione della nostra delegazione il Comitato ha ricevuto e revisionato le delegazioni di Bahrain, Libano e Pakistan. La parte indubbiamente più interessante è stata assistere ai meccanismi delle relazioni diplomatiche, spesso nascosti in interventi apparentemente semplici, che celano in realtà messaggi che vanno ben oltre il significato letterale delle parole. Molti e duri sono stati i botta e risposta tra il Comitato e gli Stati sugli argomenti trattati tra cui: la criminalizzazione della tortura come fattispecie di reato nel diritto domestico, la condizione dei luoghi di detenzione, l’istituzione di appositi organismi di controllo e verifica sul rispetto dei diritti umani, il numero di processi iniziati contro pubblici ufficiali accusati di aver perpetrato atti di tortura e molte altri.

Passando ad aspetti più pratici, per ciò che riguarda l’organizzazione e le spese del viaggio, esse sono completamente a carico del partecipante, il quale deve quindi muoversi di conseguenza per ciò che riguarda il vitto, l’alloggio e i trasporti. Solitamente, il capo della delegazione nominato da ELSA International cerca di coordinare l’arrivo dei partecipanti e fare in modo che essi scelgano la soluzione più economica e più adeguata per ciò che riguarda il vitto e l’alloggio.

L’esperienza è quindi sicuramente molto positiva e formativa, da inserire sicuramente nel CV.

Ovviamente è anche un po’ costosa, soprattutto perché solitamente gli organi ove si svolgono le delegazioni si trovano in città con alto costo della vita come Ginevra, New York o Vienna. Ma…Si può davvero mettere un prezzo ad un’esperienza come questa?.>>

 

   Altre foto di questa incredibile esperienza alla 60esima sessione del Comitato contro la tortura presso le Nazioni Unite.